Stipiti e capostipiti

[Gianni Spagnolo_©_26C10]

Nel precedente Post [Tutti figli di...], abbiamo considerato la tipologia dei cognomi della nostra zona, evidenziando come a San Pietro quelli più antichi e diffusi abbiano origine patronimica, ossia “figlio di…

I cognomi più ricorrenti sono solitamente anche i più antichi. Ciò è dovuto evidentemente al fatto che più longeva ne è la presenza, maggiore ne è in genere anche la prolificità, ovvero la possibilità di moltiplicarsi e diffondersi.  Circolazione che può avvenire anche in territori diversi dall’originario, magari modificandosi poi a seconda delle zone di radicamento. 

Qualora i vari rami coesistano su uno territorio molto circoscritto e caratterizzato da forte endogamia come il nostro, possono aversi diverse casistiche: il mantenimento del cognome originario e la sostanziale formalizzazione del soprannome (p.e. i Nicolussi di Luserna), oppure la mutazione del cognome originario, assumendone un altro (in genere il soprannome del nuovo capostipite) per differenziarsi.

Esempi nostrani ne sono i casati Toldo per San Pietro e Slaviero per Rotzo, entrambi antichi e documentati già dal XV secolo. Questi dettero origine, nei secoli, a vari ceppi cognominiali, alcuni diffusasi anche al di fuori del nostro areale. 

Dalle mie ricerche sui pochi documenti d'epoca disponibili, ho ricavato la convinzione che Toldo (nelle sue varie forme più arcaiche: de’ Toldi, Toldiis, ecc.) sia l’archetipo dei moderni cognomi paesani di Bonifaci, Lucca e Alessi. Con un po’ meno certezza riterrei  che Lorenzi sia una branca dei Cerato, altro casato di lunga tradizione in Valle.

Analogamente a Rotzo, e forse più precisamente ad Albaredo, ossia fra le valli del Pach e Martello, fu il cognome Slaviero a dare origine ai cognomi Medici, Spagnolo, Dall’Olio e Gioppo, come osserva Ivo Matteo Slaviero nella sua: Attraverso la storia – Cronache delle famiglie Slaviero – 1997. [link].




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