Vicenza

 


C'è una città iscritta all'UNESCO per la sua architettura rinascimentale. Ville, palazzi, pietra lavorata con cura maniacale. Stiamo parlando di Vicenza.

Eppure per secoli i suoi vicini la conoscevano con un soprannome unico: magnagati.

Magnagati. Proprio così.

La filastrocca girava in tutto il Veneto e recitava:

"Veneziani gran signori/Padovani gran dottori/ Vicentini magnagati"/Veronesi tutti matti

Ogni città aveva la sua etichetta. Vicenza aveva la peggiore.

L'origine esatta nessuno l'ha mai chiarita del tutto. La versione più cinematografica punta all'assedio austriaco del 1848: la città assediata, le scorte finite, i gatti del centro storico che sparivano uno per uno. La fame come firme nella storia.

Ma c'è un'ipotesi più antica e forse più credibile. Secondo alcuni, la radice sta nel dialetto vicentino arcaico: l'espressione "gatu magnà" — che aveva tutt'altro significato in loco — suonava storta e ridicola alle orecchie veneziane, e ci finì dentro una filastrocca.

Perché dietro l'insulto c'è qualcosa di più concreto del semplice campanilismo. Vicenza era considerata la più povera delle grandi città della Serenissima. Venezia dominava il commercio. Padova aveva l'università. Verona controllava le rotte verso il nord. Vicenza era una città laniera e agricola, secondaria per ricchezza e peso politico.

I rivali non glielo perdonavano. E la filastrocca era il modo più efficiente per ricordarglielo ogni volta.

La curiosità è che questo soprannome non è scomparso nell'oblio. Il sito Magnagatispirit.it, dedicato all'identità vicentina, lo rivendica con una certa ironia. Vicenzae.org lo ha analizzato storicamente. Vice.it ci ha fatto un articolo. L'insulto è sopravvissuto così a lungo da diventare un pezzo di identità locale.

Nel 1994 l'UNESCO ha iscritto Vicenza nella Lista del Patrimonio Mondiale per l'architettura palladiana — un riconoscimento che abbraccia la città e le sue ville nel territorio veneto.

Lo stesso posto che per secoli era stato il fanalino di coda della Serenissima.

Il soprannome era un insulto. Oggi è quasi un marchio.

web

Commenti

Post popolari in questo blog