Puro genio umano
Sembra stregoneria, ma è puro genio umano. Intorno al 1740 lo scultore padovano Agostino Fasolato ha compiuto un vero e proprio miracolo tecnico e artistico: la Caduta degli Angeli Ribelli.
Dimenticate le classiche statue statiche. Qui ci troviamo davanti a un groviglio pazzesco di una sessantina di figure umane e mostruose che precipitano letteralmente dal cielo verso l'inferno.
Ecco i dettagli che fanno ancora oggi impazzire gli storici dell'arte (e non solo):
• La sfida dell'impossibile: L'intera opera, un cono di corpi impressionante, è stata ricavata da un solo, singolo blocco di marmo di Carrara. Nessun pezzo aggiunto o incollato in un secondo momento. Immaginate la difficoltà di usare i trapani a mano per scolpire e definire le figure più interne senza spezzare le braccia o le gambe di quelle esterne. Al minimo errore di calcolo o colpo di scalpello troppo forte, l'intera struttura si sarebbe sgretolata.
• Una storia in caduta libera: In cima alla scultura svetta l'Arcangelo Michele, sereno e implacabile, con la spada sguainata. Sotto di lui, in una piramide di disperazione, gli angeli ribelli perdono la loro grazia divina. Si aggrappano l'uno all'altro in un vortice e, man mano che precipitano verso il basso, si deformano trasformandosi in demoni, fino ad arrivare ai piedi di Lucifero.
• L'indagine dell'Inquisizione: La tecnica era talmente estrema, i dettagli anatomici così precisi e i corpi così perfettamente bilanciati nel vuoto, che all'epoca girava una voce inquietante. Si diceva che la Santa Inquisizione avesse indagato l'autore sospettando che avesse fatto un patto col demonio per riuscire in un'impresa umanamente impossibile.
Oggi questa meraviglia, che sfida letteralmente la gravità e le leggi della fisica, è custodita a Palazzo Leoni Montanari a Vicenza, eppure incredibilmente rimane quasi sconosciuta al grande pubblico, oscurata dai "soliti noti" della storia dell'arte.
Secondo voi, oggi saremmo in grado di replicare a mano libera una follia architettonica del genere partendo da un sasso?
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