Pasquetta


Il giorno dopo Pasqua arriva con un passo più lieve, come se la festa si fosse sciolta e avesse scelto di restare ancora, ma in una forma più semplice. È il tempo di Lunedì dell'Angelo, quando la gioia esce dalle case e si distende nei prati, tra tovaglie stese sull’erba e cieli che sembrano più larghi del solito.

Il nome richiama l’annuncio portato al sepolcro, ma nelle abitudini di chi vive la campagna questo giorno si è trasformato in un cammino lento, fatto di passi condivisi e soste senza fretta. Si porta con sé il cibo, si cerca un albero sotto cui fermarsi, e nel gesto semplice dello stare insieme si prolunga qualcosa che non ha bisogno di essere spiegato.

La luce ha un modo diverso di posarsi sulle cose, come se non volesse più soltanto illuminare ma accompagnare. Le voci si mescolano al vento e anche il tempo sembra concedere una tregua, come quando il lavoro può attendere e la terra non chiede nulla se non di essere guardata.

Resta quella sensazione quieta che si prova quando ci si allontana un poco da ciò che è consueto e, senza cercare nulla di particolare, ci si accorge che basta esserci, in mezzo agli altri e sotto il cielo aperto, perché il giorno trovi da sé il suo significato. 

La casetta in campagna

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