Monte Caviojo/Corno Ducale
Chi alza lo sguardo dal paese di Arsiero non può fare a meno di notarlo: un inconfondibile, severo sperone di roccia che si protende nel vuoto. È il Monte Caviojo, ma per Fogazzaro da oltre un secolo, è il Corno Ducale.
Fu il grande scrittore vicentino Antonio Fogazzaro a donargli questo nome. Osservandolo durante le sue villeggiature a Velo d'Astico, quella montagna gli ricordava esattamente il corno, il tipico e solenne copricapo dei Dogi di Venezia. Nei suoi capolavori (Daniele Cortis, Leila), Fogazzaro rese questa vetta un simbolo romantico, silenzioso e maestoso della Val d'Astico.
Ma la Storia, a volte, cancella la poesia.
Fogazzaro morì nel 1911. Per sua fortuna, non fece in tempo a vedere cosa sarebbe successo di lì a poco al suo caro Corno Ducale e alla sua amata Montanina. Nel 1916, con l'inizio della Strafexpedition austriaca, quel paradiso letterario si trasformò in un inferno di fuoco.
Come mostrano queste incredibili immagini storiche, la posizione dominante del Caviojo lo rese un caposaldo militare di vitale importanza. Impossibile da conquistare o difendere allo scoperto, la montagna fu letteralmente scavata viva. Soldati e genieri bucarono la roccia creando un labirinto vertiginoso di gallerie, baraccamenti sospesi nel vuoto e feritoie che guardavano a strapiombo sulla valle, a due passi dalla tragedia del vicino Monte Cimone.
Oggi, quando guardiamo il Caviojo, ammiriamo due epoche sovrapposte: l'incanto letterario dell'Ottocento e le cicatrici indelebili della Grande Guerra. Una montagna che è un monumento alla natura, all'ingegno e al sacrificio.
Flores Munari

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