Le farfalle
Si posano sui fiori ancora giovani con una delicatezza che sembra un gesto antico. Restano un attimo, appena il tempo di essere notate poi ripartono, leggere, come se nulla potesse davvero trattenerle.
Quando aprono le ali al sole, lo fanno piano, come un respiro.
La luce le attraversa e, per un istante, sembrano fatte di trasparenza e colore, più vicine a un pensiero che a qualcosa di reale.
Tra l’erba alta spariscono e riappaiono, si rincorrono in coppia, si sfiorano senza mai toccarsi davvero. A volte entrano nei cortili, girano intorno alle case, come se riconoscessero luoghi già vissuti o forse solo immaginati.
I bambini le seguono con passi incerti, ma le farfalle non si lasciano prendere: appartengono al passaggio, non al possesso.
Quando si fermano, chiudono le ali e diventano quasi invisibili.
Piccole presenze silenziose, posate sulla terra come segreti. Bisogna avvicinarsi piano per accorgersi che sono ancora lì.
Dopo la pioggia tornano più leggere, sfiorano l’aria ancora fresca e si perdono di nuovo tra i prati, senza lasciare traccia.
La casetta in campagna

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