Le campane di Agnone
Nessun robot. Nessuna automazione. Le stesse mani — 27 generazioni di fila — che plasmano argilla e bronzo nel mezzo del Molise.
Agnone è un posto che non trovi per caso. Meno di 6.000 abitanti, nessuna autostrada, nessun aeroporto nelle vicinanze. Eppure da qui escono campane che suonano in mezzo mondo.
La Pontificia Fonderia Marinelli esiste dal 1000 d.C. La prima campana documentata porta la firma di Nicodemo Marinelli, detto "Campanarus" — anno 1339. Da quel momento, la famiglia non ha mai smesso.
Nel 1954 il Presidente della Repubblica italiana le assegnò la medaglia d'oro come "ditta più anziana per attività e fedeltà al lavoro in campo nazionale". In campo nazionale. Non in Molise: in tutta Italia.
E qui arriva il bello.
Ogni campana richiede almeno tre mesi di lavorazione manuale. Tre mesi per un oggetto solo, fatto a mano, con la stessa tecnica del Medioevo. Argilla modellata a strati, bronzo fuso, raffreddamento controllato. Zero scorciatoie.
Producono circa 100 campane l'anno. Molte finiscono in America — nelle chiese delle comunità italiane emigrate, che in qualche modo si portano dietro un pezzo di questo paesino del Molise.
Spoiler: il Papa ci è venuto di persona.
Nel marzo 1995 Giovanni Paolo II visitò fisicamente la fonderia ad Agnone, definendola "quella più antica e carica di aspetti sacri e simbolici". Cinque anni dopo, per il Giubileo del 2000, commissionò ai Marinelli la campana 'Giovannea' — battezzata con il suo nome.
I nazisti, nel 1944, avevano occupato la fonderia e distrutto le campane in lavorazione per rifonderle in cannoni. Nel 1949 la Marinelli ricevette l'incarico di rifondere le campane dell'abbazia di Montecassino, rasa al suolo dai bombardamenti.
Come se dopo ogni distruzione, toccasse sempre a loro ricostruire il suono.
La seconda azienda familiare più antica del mondo è in Molise, in un paese che non sai pronunciare, e usa ancora la tecnica dell'anno 1000.
In breve:
La Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone (Molise) fonde campane da oltre 1.000 anni — è la seconda azienda familiare più antica del mondo.
La tecnica medievale è rimasta identica per 27 generazioni: argilla, bronzo, tre mesi di lavorazione manuale per ogni campana.
Giovanni Paolo II la visitò di persona nel 1995 e commissionò la campana 'Giovannea' per il Giubileo del 2000.
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