Il Mistero
Abbiamo avuto qualche volta la percezione che il mistero si stava affacciando in ciò che stavamo vivendo?
Un episodio, nel libro della Genesi, ci aiuta a rispondere…
Giacobbe è un giovane in fuga da suo fratello Esaù. La storia di relazioni fraterne conflittuali percorre la Bibbia, così come la nostra storia attuale e quella dell’uomo di sempre, purtroppo.
Nella sua situazione di fuggiasco, sradicato dalla sua terra e dai suoi affetti, Giacobbe si ritrova completamente solo e, stanco del suo peregrinare, si prepara a trascorrere la notte all’addiaccio. Appesantito dal sonno, Giacobbe fa un sogno: una scala poggia sulla terra e la sua cima raggiunge il cielo; una schiera di angeli salgono e scendono su di essa.
Al risveglio, Giacobbe esce in un’esclamazione: “Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo!”. Nella sua situazione così precaria e minacciata, Giacobbe credeva di doversela cavare da solo; pensava che la sua sorte non interessasse a nessuno; che alla sua solitudine non ci fosse rimedio. Ma si deve ricredere: scopre che il mistero di Dio lo avvolge amorosamente, si interessa di lui, lo guida e lo sorregge con benevola cura.
Il mistero si rende vicino a noi, ci visita, ci sfiora in molti modi: la meraviglia davanti ad un tramonto o alla bellezza del creato, particolarmente delicata e accesa in questo tempo di primavera.
La delusione che sopraggiunge dopo aver raggiunto traguardi pure importanti, con la sensazione di percepirsi interiormente vuoti, addirittura con una punta di angoscia, e comunque bisognosi di altro…
Il dolore di una perdita e la ricerca di come colmare quel vuoto, quale significato dare a tutta una storia condivisa e amata.
L’attenzione del cuore che ad un certo punto si accende per Dio, il desiderio di conoscere la persona di Cristo, di accostarsi al suo mistero.
Il mistero di noi, povere creature umane, reclama l’acqua del mistero di Dio.
Monache Agostiniane
Rossano Calabro

Commenti
Posta un commento