I primi acquedotti sotterranei

 

I buchi perfettamente simmetrici che vedete nella foto non sono immagini generate con la IA, e nemmeno immagini prese da un film di fantascienza. Sono stati costruiti da una popolazione che raggiunse il Perù circa 25.000 – 30.000 anni fa. Era una popolazione che era già in grado di navigare sull’oceano. Infatti, alcuni dei loro dipinti, ritraggono balene e orche, animali tipici della zona oceanica.

Stiamo parlando della popolazione che noi oggi conosciamo come Nazca. Questa popolazione è nota alla cultura mondiale principalmente per i loro disegni sul terreno dalle dimensioni gigantesche, e visibili nella loro interezza solo da alta quota. 

Meno noti, ma molto più sorprendenti, sono i loro acquedotti sotterranei. Mentre i romani, forse i più grandi costruttori di acquedotti della storia antica, costruivano i loro acquedotti su delle arcate SOPRA la superficie del suolo, i Nazca li costruivano SOTTO la superficie del suolo. 

Perché i Nazca, ad un certo punto della loro storia, costruirono i loro acquedotti sottoterra? Perché anche la zona dei Nazca subì un potente cambiamento climatico. Quella che era zona fertilissima della terra, divenne una delle zone più aride del mondo. Il deserto di Nazca divenne così arido e caldo, che anche la pioggia che cadeva, evaporava prima di toccare terra. L’unica maniera per poter usufruire dell’acqua era quindi creare un acquedotto sotterraneo, all’ombra, dove l’acqua rimaneva fresca e disponibile.

È impossibile risalire a quando vennero creati i primi acquedotti sotterranei dei Nazca. Ma, tenendo conto della loro funzione, è chiaro che li costruirono quando la regione divenne arida. Secondo gli ultimi studi, quella zona ha conosciuto un periodo relativamente più umido tra 9000 a.C. e il III millennio a.C., e la sua trasformazione definitiva in zona arida è consolidata gradualmente a partire dal 3000 a.C. Questo vuol dire che il progetto degli acquedotti sotterranei ha almeno 5.000 anni, se non di più.

Questo vuol dire che almeno 5.000 anni fa, quelle persone erano in grado di capire i cambiamenti climatici che si stavano verificando, e sapevano reagire in maniera efficace. E avevano una conoscenza tecnica tale da costruire un sistema che è attivo ancora oggi, a 5.000 anni di distanza.

Ma la cosa che sorprende di più, è che quando ci fu il cambiamento climatico, i Nazca, o i loro predecessori, erano lì da almeno 25.000 anni. Queste datazioni che stanno affiorando sconvolgono la comprensione del nostro passato, ma ci aiutano a capire meglio chi siamo, e da dove veniamo. I pozzi a spirale erano chiamati "ojos" (occhi). Questi pozzi servivano per l'accesso alle gallerie sotterranee, permettendo la manutenzione e la pulizia dei canali. La forma a spirale facilitava la discesa e la risalita degli operai. Una volta captata, l'acqua veniva convogliata attraverso una rete di canali superficiali o sotterranei verso i campi coltivati o i centri abitati. Era una vera rete idrica che precede di millenni quelle che noi usiamo nelle nostre città.

Come avevano questa tecnologia in tempi così remoti?


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PRIMA DI NOI C’ERA QUALCUNO

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