Un pezzo di storia veneta
Tocchiamo un pezzo di storia veneta e di archeologia industriale davvero affascinante! Il passaggio dal vecchio trenino a vapore alla Littorina sulla tratta Piovene Rocchette - Arsiero ha segnato un'epoca per tutta la Val d'Astico, rappresentando il passaggio dalla prima industrializzazione alla modernità, fino al definitivo declino su ferro.
Ecco la storia di quegli anni in cui la Littorina sfrecciava ai piedi del Monte Summano e del Priaforà.
Dal Vapore (la "Vaca Mora") alla Modernità
La linea ferroviaria (a scartamento ordinario) era stata inaugurata nel lontano 1885 per servire principalmente il nascente e potentissimo polo industriale locale: le industrie tessili Rossi (Lanerossi) a Piovene e Schio, e le Cartiere Rossi ad Arsiero. Per decenni, il servizio fu garantito dalle locomotive a vapore, lente, fumose e sbuffanti, spesso soprannominate affettuosamente "Vaca Mora" (mucca nera) dalla gente del posto, per via del colore, del fumo e del passo non proprio da corsa.
Tuttavia, tra gli anni '30 e il secondo dopoguerra, le locomotive a vapore cominciarono a mostrare i loro limiti: i costi del carbone erano alti, la manutenzione complessa e i tempi di percorrenza troppo lunghi per le nuove esigenze dei passeggeri.
L'arrivo della Littorina
Fu così che la Società Veneta (l'azienda che gestiva la linea) decise di modernizzare il parco mezzi introducendo le automotrici leggere a motore termico (diesel o benzina). In Italia, questi mezzi costruiti prevalentemente dalla FIAT o dalla Breda, vennero popolarmente ribattezzati "Littorine".
Rispetto al trenino a vapore, la littorina fu una vera rivoluzione:
Velocità: Accellerava molto più in fretta e ridusse notevolmente i tempi di viaggio tra Arsiero e Piovene (e poi verso Schio o Thiene).
Comfort: Niente più fuliggine, fumo nero o scossoni violenti. I sedili erano più comodi, c'era il riscaldamento d'inverno e le ampie vetrate permettevano di godersi il paesaggio della vallata.
Costi: Richiedeva solo due persone di equipaggio (il macchinista e il capotreno/bigliettaio) contro la squadra necessaria per il vapore, e consumava molto meno.
Il mezzo degli operai e degli studenti
Negli anni '50, la Littorina divenne il cuore pulsante della vita sociale della Val d'Astico. Al mattino presto e nel tardo pomeriggio, le sue carrozze (che spesso vestivano i colori tipici dell'epoca, come il castano e isabella o l'inconfondibile livrea bianco-azzurra adottata in seguito dalle ferrovie locali) si riempivano di:
Operai e operaie che facevano la spola tra i paesi della valle e i grandi stabilimenti di Piovene e Schio.
Studenti che scendevano ad Arsiero o Piovene per frequentare le scuole superiori o tecniche.
Era un salotto viaggiante dove nascevano amori, si discuteva di politica, si giocava a carte e si riposava dopo turni massacranti in fabbrica. Le fermate principali, come Velo d'Astico, Seghe e Cogollo, scandivano la vita quotidiana dei paesi.
Il declino e la fine (1964)
Nonostante l'ammodernamento portato dalla Littorina, gli anni '60 portarono con sé il "boom economico". Iniziarono a diffondersi le automobili private (la Fiat 500 e 600) e le strade vennero asfaltate e migliorate.
Le corriere (gli autobus su gomma) iniziarono a fare una concorrenza spietata al treno: potevano fermarsi nelle piazze dei paesi, non erano vincolate ai binari ed erano gestite in modo più flessibile. Il trasporto merci su gomma diede il colpo di grazia alla linea, poiché le industrie iniziarono a preferire i camion ai vagoni merci.
Di fronte al calo inesorabile dei passeggeri e ai costi di manutenzione dell'infrastruttura, la decisione fu presa: il 31 marzo 1964 la tratta Schio-Piovene Rocchette-Arsiero venne chiusa per sempre. (Pochi anni prima, nel 1958, era già stata chiusa la famosa linea a cremagliera Piovene-Asiago).
Cosa rimane oggi
Dopo qualche anno in cui i binari rimasero ad arrugginire, furono smantellati. Tuttavia, la massicciata su cui correva la Littorina non è andata perduta.
Oggi quel tracciato è stato trasformato nella bellissima "Strada del Trenino" (o Ciclopista della Val d'Astico), un percorso ciclo-pedonale che ricalca esattamente il viaggio della littorina.
Percorrendola in bicicletta tra Piovene e Arsiero, puoi ancora vedere i vecchi caselli, le ex stazioni riqualificate (come quella di Velo d'Astico o di Arsiero) e persino alcuni dei ponti originali. È un modo meraviglioso per immaginare ancora il fischio e il rombo del motore diesel della Littorina che per "qualche anno" ha portato la valle nel futuro.

La littorina che collegava la pianura, ora è rimasto solo il treno da Vicenza a Thiene e Schio! quante volte ci sono salito.
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