Tutto rondini?
In realtà cinque specie comuni tagliano il cielo estivo italiano e la coda in volo è sufficiente a distinguerle senza binocolo.
L'uccello in volo rapido è una sagoma scura contro il cielo chiaro. Il colore del petto è illeggibile dal basso. Le dimensioni sembrano identiche a quella velocità. La forma della coda e il comportamento in volo sono l'unico criterio affidabile a distanza — e ogni specie ha una firma che si legge in un secondo.
Il trucco che gli ornitologi usano in un secondo: guardare la coda e il punto dove vola.
Coda lunga profondamente forcuta + volo basso su prati e campi = rondine. La classica. Gola rossa, ventre bianco-crema, vola rasoterra inseguendo gli insetti sopra l'erba. Nidifica dentro fienili e stalle, mai fuori sui muri.
Coda corta appena forcuta + groppone bianco = balestruccio. Il cugino urbano che costruisce nidi di fango a sfera chiusa sotto i cornicioni dei palazzi. Vola più in alto della rondine e si riconosce in volo dalla macchia bianca sul dorso sopra la coda.
Ali a falce lunghissime + coda corta + urla stridenti = rondone. Non è nemmeno un parente della rondine, è più vicino ai colibrì che ai passeriformi. Vola senza mai atterrare per mesi interi, dorme in volo, e non si posa mai a terra volontariamente. Se ne trovi uno a terra è in difficoltà — raccoglilo e contatta il CRAS.
Tutto bruno + fascia pettorale scura + coda appena incisa = topino. Il più piccolo e il meno conosciuto. Nidifica in colonie scavando gallerie nelle pareti sabbiose lungo i fiumi. Se lo vedi, c'è un argine di terra vivo nelle vicinanze.
Simile al rondone ma più chiaro + volo costiero = rondone pallido. Leggermente più grande e più marrone del rondone comune, con una macchia chiara sulla gola. Presente soprattutto lungo le coste e nelle città del sud. La differenza è sottile, è il livello avanzato.
Cinque code. Cinque specie. Zero confusione.
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