Sai perché le persone buone non cambiano?



Perché, anche se la vita le ha colpite più di quanto meritassero, anche se hanno riposto fiducia in chi non dovevano e dato più di quanto hanno ricevuto, conservano ancora un angolo dell’anima dove la cattiveria non arriva. Quel posticino delicato, ma indistruttibile, ricorda loro che non sono nate per ferire, ma per guarire; non per arrendersi, ma per provare ancora una volta. 

Le persone buone non cambiano perché, anche dopo aver visto il peggio degli altri, continuano a credere che esista qualcosa di bello nel cuore umano. E anche se fa male, anche se a volte si spezzano in silenzio, preferiscono continuare a essere se stesse piuttosto che diventare ciò che tanto le ha ferite. Conoscono il peso della delusione, sanno cosa significa essere sottovalutate, ignorate o tradite, ma conoscono anche la pace di agire con nobiltà, e questa pace non si negozia. 

È vero: sono quelle che piangono di più, quelle che tacciono di più, quelle che si rompono di più dentro. Ma sono anche quelle che amano di più, quelle che danno di più, quelle che restano di più quando gli altri se ne vanno. Sono quelle che sostengono il mondo degli altri anche quando il proprio crolla.  

Per questo non cambiano. Perché la loro essenza non è fatta di orgoglio né di rancore, ma di un cuore che, anche se pieno di cicatrici, continua a battere con la speranza che un giorno riceveranno l'amore con la stessa intensità con cui lo hanno sempre offerto. 

Essere buoni fa male, ma è anche l'unica cosa che mantiene viva la luce in mezzo a tanta oscurità.

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