Monte Priaforá
Il nome: una finestra naturale sul mondo. Il nome Priaforà deriva dal dialetto veneto e significa letteralmente Pietra forata (pria = pietra, forà= forata). Appena sotto la cima, infatti, la montagna è trapassata da un enorme e spettacolare arco di roccia naturale.
Questo foro funge da vera e propria finestra: affacciandosi, lo sguardo viene incorniciato dalla roccia e proiettato direttamente verso il massiccio del Pasubio e le valli sottostanti. È uno dei punti fotografici più belli delle Prealpi.
Il "miracolo" della luce. A causa di questo enorme foro, si crea un fenomeno ottico e paesaggistico molto suggestivo. Chi osserva la montagna dal fondovalle (in particolare dalla zona di Arsiero e dalla Val d'Astico) in giornate limpide può vedere il cielo azzurro, o addirittura le nuvole, scorrere attraverso la montagna. In particolari periodi dell'anno e da specifiche angolazioni, è possibile persino vedere il sole o la luna incastonarsi in questo buco durante il loro tramonto, creando un effetto quasi magico.
Oltre alla bellezza naturale, il Priaforà è un museo a cielo aperto della Grande Guerra. Nel 1916, durante la Strafexpedition (la spedizione punitiva austriaca), questa montagna fu un baluardo cruciale per l'esercito italiano, che doveva impedire agli austro-ungarici di sfondare verso la pianura veneta.
L'intera area sommitale è letteralmente scavata: camminando verso la cima si attraversano trincee, camminamenti e gallerie scavate nella roccia che passano da un versante all'altro della montagna. Esplorarle oggi fa capire le condizioni estreme in cui vivevano i soldati.
Arrivare in cima al Priaforà è un'esperienza bellissima e accessibile. Molti escursionisti partono dalla vicina e bellissima Busa del Novegno, un vasto altipiano che in estate si riempie di mucche al pascolo e fioriture spettacolari. Da lì, il sentiero si snoda passando per il Passo di Campedello.
Una volta in cima, il panorama è a 360 gradi: nelle giornate terse la vista spazia dalle Dolomiti di Brenta fino alla Laguna di Venezia (di cui si può scorgere il mare brillar al sole), passando per l'Altopiano di Asiago e le Piccole Dolomiti.
Il Monte Priaforà è una montagna che ti guarda. Quel suo occhio di roccia vuoto, unito alle cicatrici della storia scavate sui suoi fianchi, la rende una vetta che racconta storie di ere geologiche lontane e di un passato umano molto intenso. Se hai intenzione di farci un'escursione, ti consiglio di andarci in autunno: i colori dei boschi sottostanti e la nebbia che spesso ristagna nelle valli lasciando la cima al sole creano uno spettacolo indimenticabile!
Flores Munari


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