Lettera aperta a chi ha perso i propri genitori

Ci sono due giorni nella vita che, in fondo, tutti temiamo. Anche quando facciamo finta di non pensarci.

Il giorno in cui se ne va nostra madre.

Il giorno in cui se ne va nostro padre.

Non scrivo “muoiono”. Perché i genitori non muoiono mai davvero.

Se ne vanno, sì. Non sono più accanto a noi, è vero. Ma non spariscono.

Perché l’amore vero non finisce. Non si spegne. Non si cancella.

Se stai leggendo queste parole, sai esattamente cosa significa.

Non importa se è successo ieri o molti anni fa. La tua vita, da quel momento, si è divisa in due: prima e dopo.

E quel vuoto nel petto, quel silenzio che pesa, resta.

Col tempo impari a respirare di nuovo.

Il dolore non sparisce, ma cambia forma. Diventa più silenzioso, meno violento.

Impari a conviverci. A sorridere, a vivere, perfino a ridere con quella mancanza sempre accanto.

Ed è giusto così.

Perché è proprio questo che avrebbero voluto.

Sapere che vai avanti. Che vivi. Che continui il loro cammino su questa terra.

Che tutto quello che hanno fatto per te non è stato vano.

Perdere i genitori è una delle prove più dure che esistono.

Non importa se il rapporto era perfetto o complicato.

Se vi sentivate ogni giorno o se vi eravate allontanati.

Il dolore è lo stesso.

Perché perdiamo chi c’era fin dall’inizio.

Chi ci ha visti nascere.

Chi ci ha insegnato a parlare, a camminare, a mangiare, a cadere e a rialzarci.

Non erano perfetti. Nessuno lo è.

Ma hanno fatto tutto ciò che potevano per noi.

Hanno combattuto, hanno rinunciato, hanno dato senza chiedere.

E c’è una verità che non cambia: avrebbero dato la loro vita per noi, senza esitazione.

Ora non possono più farlo.

Non possono più proteggerci, consigliarci, abbracciarci.

E questo fa male.

Fa male in un modo che le parole non riescono a spiegare.

Fa male nei giorni normali.

Ma ancora di più nei giorni speciali.

Durante le feste.

Quando ti accorgi che non c’è più quella porta a cui bussare.

Quando ti mancano perfino quei momenti che un tempo ti sembravano noiosi.

E allora devi imparare.

Imparare a vivere senza di loro, ma non senza il loro amore.

Perché non se ne sono andati davvero.

Li ritrovi in una canzone.

In un oggetto dimenticato in un cassetto.

In una tazza, in un profumo, in un gesto che fai senza accorgertene e che è esattamente il loro.

Sono lì.

Non li vedi, non li senti.

Ma li riconosci.

Non chiuderti nel dolore.

Condividilo. Parla. Ricorda.

Con la tua famiglia, con gli amici.

Scoprirai che non sei solo, che quel peso, diviso, diventa più leggero.

E soprattutto… tienili vivi.

Raccontali. Ai tuoi figli, ai tuoi nipoti.

Parla di loro. Ridi di loro. Ricordali nelle feste, nei momenti importanti.

Perché c’è una cosa che la morte non può portare via:

la memoria.

E finché qualcuno li ricorda, loro restano.

All’inizio sembra impossibile.

Sembra che le lacrime non finiscano mai.

Che quella ferita non si chiuderà mai.

Ma non lasciare che il dolore ti rubi la vita.

Asciuga le lacrime.

Guarda fuori dalla finestra.

Il mondo continua.

E loro non vorrebbero vederti fermo.

Loro ti hanno dato la vita per una ragione:

perché tu fossi felice.

Non deluderli.

Vivi.

Ridi.

Ama.

Perché anche se non sono più accanto a te, sono ancora dentro di te.

E lo senti, vero?

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