L'ego
Parlano più forte degli altri, correggono tutti, disprezzano i consigli e trattano l’umiltà come se fosse debolezza.
Vivono convinte di sapere sempre di più, di meritare sempre di più, di essere sempre al di sopra degli altri.
Ma la vita ha un’abitudine antica: non discute con l’ego gonfio… lo svuota.
E lo svuota senza preavviso. Basta una caduta pubblica, un rifiuto inaspettato, una porta che si chiude, una verità detta nel momento giusto.
All’improvviso chi si credeva intoccabile scopre che il mondo non gira intorno alla propria vanità.
Scopre che il fascino non sostiene il carattere.
Che la posa non sostiene la sostanza.
E che l’arroganza non sostiene il destino.
L’ego ama gli applausi perché teme il silenzio.
Ha bisogno di essere visto, ammirato, invidiato.
Per questo mette in scena forza, successo, spiritualità, intelligenza.
Ma spesso chi si mostra di più è proprio chi, nel silenzio, fa più fatica a sopportarsi.
L’eccesso di grandezza nasconde quasi sempre un vuoto che si prova a riempire con controllo, confronto e bisogno di vincere.
La parte più scomoda è questa: molte persone non vogliono evolvere davvero.
Vogliono solo sembrare evolute.
Non cercano la verità, ma la superiorità morale.
Non cercano la pace, ma avere ragione.
Non cercano la luce, ma l’attenzione.
Eppure la vita non si impressiona.
Quando l’ego cresce troppo, la vita prepara aghi abbastanza grandi da farlo scoppiare.
Perché alcune persone imparano solo dopo aver perso.
Diventano umane solo dopo essere cadute.
Capiscono il proprio limite solo quando la maschera si rompe davanti a tutti.
Per questo fai attenzione.
Non sempre il momento più difficile della tua vita è una punizione.
A volte è una chirurgia.
Uno strappo necessario tra la persona che mostri di essere e quella che sei davvero diventato.
Perché alla fine la vita non ti fa cadere solo per umiliarti.
Ti fa cadere per rivelare la verità.
E quando l’ego si rompe, rimane solo ciò che è reale.
Ed è proprio lì che nasce la persona vera.
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Buongiorno, un esempio potrebbe essere Vittorio Sgarbi?
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