La sete
Si può correre a destra e a sinistra in soccorso degli indigenti, e drammaticamente trascurare di ascoltare l’indigenza del proprio cuore, che così sprofonda in una sete sempre maggiore, sempre meno decifrabile e comprensibile.
A complicare ulteriormente la situazione, va aggiunta la difficoltà a trovare chi sia disposto ad ascoltare le domande più vere: tutti abbiamo fretta, presi come siamo da cose urgenti ed estremamente importanti…
Per fortuna c’è Lui, che torna, pazientemente, a sedersi presso il pozzo screpolato della nostra vita. Nel dialogo di Gesù con la Samaritana meravigliosamente narrato dall’evangelista Giovanni, ci siamo anche noi, con la nostra sete e le nostre domande. Forse, anche con la nostra inautenticità da consegnare alla sua curativa misericordia.
Lui è lì, per incontrarci nella nostra radicale indigenza. Apre il dialogo, e ci rivolge una richiesta sconvolgente: “Dammi da bere!”. Ma come? Sono io, Signore, ad aver sete, e tu a me chiedi da bere? E tu, che sei la sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna, vieni a domandare le mie povere gocce d’acqua?
Resta un mistero, eppure è così.
Ci portiamo dentro la tensione ad intrecciare con l’umile Gesù un dialogo impregnato di verità e affetto. Non qualcosa di occasionale o passeggero, ma una relazione che abbraccia tutta l’esistenza. Una relazione di amore. Per tutti, è la vocazione di fondo della vita cristiana: vivere mano nella mano con quel Dio che, nel suo Figlio Gesù, ci chiama all’amicizia con sé. Conoscerlo, entrare in intimità con lui. Per alcuni, o alcune, può diventare talmente determinante da decidere di regalare a lui tutta la propria vita.
«Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore non ha pace finché non riposa in Te»
La sete del cuore trova pace solo amando.
Suore agostiniane
Rossano Calabro

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