La borragine
Le foglie sono grandi, morbide e un poco ruvide, coperte da una peluria sottile che trattiene la rugiada del mattino. Cresce silenziosa ai bordi degli orti e lungo i campi, dove la terra conserva il respiro lento dell’inverno.
Il suo nome antico viene dal latino "𝐵𝑜𝑟𝑎𝑔𝑜", e per secoli è stata chiamata l’erba del coraggio.
Si raccontava che bastasse aggiungerne qualche foglia nel vino per rendere il cuore più saldo e l’animo più luminoso. I soldati ne bevevano un infuso prima di partire, le donne la cucinavano quando qualcuno aveva bisogno di forza, non solo nel corpo, ma anche nello spirito.
Le foglie giovani, raccolte quando sono ancora tenere, entravano nelle frittate semplici, nei ripieni preparati con mani pazienti, nelle minestre che sanno di orto e di fumo di camino. Era un’erba povera, e proprio per questo preziosa.
Una credenza più antica diceva che dove la Borragine cresceva spontanea, la terra fosse buona e protetta. Come se quella pianta ruvida custodisse un equilibrio invisibile, un patto silenzioso tra cielo e suolo.
Poi, quando la stagione si addolcisce, sbocciano i suoi fiori blu a forma di stella.
E allora sembra davvero che il cielo abbia lasciato cadere qualche frammento tra l’erba, per ricordarci che il coraggio può nascere anche nei giorni ancora freddi di febbraio.
La casetta in campagna

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