Il tanaceto

 


Perché i contadini italiani appendevano sempre il tanaceto alla porta del pollaio e dell'orto? Non era decorazione, era il sistema antiparassitario più completo esistente. 

Il tanaceto cresceva in ogni aia del Nord Italia, lungo le recinzioni, vicino al pollaio, accanto alla porta della cantina. Mazzi di tanaceto secco pendevano dalle travi del fienile, sulle porte delle dispense, alle finestre della cucina. Non era decorazione rustica, era il sistema di controllo parassitario domestico più completo esistente prima dell'industria chimica.

Il tanaceto (Tanacetum vulgare) contiene concentrazione di tujone, canfora e piretrine naturali che lo rendono insopportabile per una lista lunghissima di parassiti. Ogni esempio è sostenuto da secoli di uso agricolo tradizionale e da ricerca entomologica moderna.

Le formiche evitano completamente il tanaceto. Le piretrine naturali nelle foglie interferiscono con il sistema nervoso delle formiche a concentrazioni estremamente basse. I contadini spargevano foglie di tanaceto tritate lungo i sentieri delle formiche in poche ore le colonne si spezzavano e deviavano altrove.

Le mosche non entrano dove il tanaceto è appeso. Mazzi freschi alle finestre funzionavano come le zanzariere chimiche di oggi. Il profumo forte, simile alla canfora, satura l'aria ai punti d'ingresso.

Le zanzare sono respinte dal tanaceto con efficacia paragonabile alla citronella. Strofinare foglie fresche sulla pelle esposta rilascia oli essenziali che mascherano i segnali di CO₂ che le zanzare seguono.

Tarme dei vestiti e del grano evitano il tanaceto. Sacchetti di foglie secche nei cassetti e nei sacchi di farina erano il sistema di protezione della dispensa prima delle antitarme.

Nell'orto, tanaceto piantato lungo la recinzione aiuta a respingere dorifora, scarafaggio degli asparagi, mosca del cavolo. Le radici rilasciano composti nel terreno che scoraggiano i nematodi.

Avvertimento importante: il tanaceto è tossico se ingerito in quantità significative. Non è erba commestibile. I contadini lo usavano rigorosamente come repellente esterno, mai in cucina.

Il mazzo più brutto appeso alla porta della nonna era spesso il più efficace.

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