Onestà intellettuale

Di quella capacità di essere chiari, diretti, coerenti. Di assumersi la responsabilità delle proprie parole, dei propri silenzi, delle scelte fatte anche quando sarebbe molto più semplice svicolare, manipolare o lasciare in sospeso.

Ma questa chiarezza fa paura.

In tante relazioni personali, professionali, affettive, accade sempre più spesso: tu sei sincero, ti esponi, chiedi chiarezza… e dall’altra parte ricevi ambiguità, silenzi costruiti ad arte o peggio ancora: comportamenti opportunisti, che tradiscono la fiducia, anche senza una parola.

E ti chiedi: ma sono io quello sbagliato?

No. Non sei sbagliato.

È che la sincerità spaventa chi vive di maschere. È che la gratitudine pesa sulle spalle di chi non vuole riconoscere il valore dell’altro. È che la coerenza mette a disagio chi si adatta al vento pur di piacere.

In questo mondo confuso, chi sceglie di essere trasparente diventa scomodo. Perché costringe gli altri a guardarsi dentro. E spesso, dentro, c’è un vuoto che preferiscono non vedere.

E allora tu sembri fuori posto. Ultimo. 

Come se il tuo modo di stare al mondo fosse un ostacolo, un ritardo. Ma non è così.

Tu stai semplicemente giocando un’altra partita.

Una partita che non prevede premi immediati, ma ti permette di dormire con la coscienza leggera. Che magari richiede più tempo, ma quando arriva, costruisce legami autentici, relazioni pulite, presenze che non hanno bisogno di fingere.

Essere onesti, davvero, è una forma di coraggio. Ma è anche una scelta solitaria. Perché non puoi aspettarti che tutti capiscano ciò che a te costa fatica e solitudine.

Eppure non smettere.

Non scendere a patti con la tua coscienza. Non adeguarti alla mediocrità del “si fa tutti così”.

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Commenti

  1. Verità e coerenza,generano invidie e odi in chi non è padrone di sé stesso,ma compiace per essere accettato!!

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