Ci salva...

 


Ci salva la gentilezza fuori moda,

quella che nessuno posta,

quella che fa bene e basta.


Ci salva chi ci guarda negli occhi

quando il mondo guarda altrove.


Ci salva la luce che non si vanta,

quella che brilla piano,

nei giorni che non hanno applausi.


Ci salva un gesto buono,

fatto senza aspettarsi niente.


Ci salva l’ombra buona delle cose vere,

quelle che sanno cadere con grazia,

che non fanno rumore per farsi notare,

ma luce, piano, da dentro.


Ci salva il silenzio che ascolta,

le parole che scelgono di non ferire,

l’abbraccio che non aggiusta,

ma tiene.


Ci salva la bellezza fragile delle crepe,

quelle che lasciano passare luce,

quelle che sussurrano:

anche rotto, sei ancora capace d’amore.


Ci salva un errore tenuto in braccio,

una paura che impara il nome del coraggio,

un sogno che, pur ferito,

continua a bussare.


Ci salva l’imbarazzo del bene,

la mano che non sa come fare,

ma prova lo stesso.

Ci salva chi rimane accanto,

senza domandare quando torneremo a sorridere.


Ci salva lo stupore,

quell’antica, ostinata meraviglia

che ci fa inginocchiare il cuore

davanti a un cielo troppo grande,

davanti a qualcuno che ci guarda davvero.


Ci salva la verità che non grida,

che arriva scalza,

e ci trova stanchi,

ma vivi.


Ci salva il perdono,

non quello che si dice,

ma quello che accade dentro,

silenzioso come un mattino buono.


Ci salva la gentilezza dei gesti invisibili,

quelli che nessuno vede,

ma che tengono in piedi il mondo.

Chi apre la porta a uno sconosciuto,

chi lascia l’ultimo pezzo di pane,

chi ascolta senza interrompere.


Ci salva la bellezza delle attese,

quel tempo sospeso in cui impariamo

che l’amore non è arrivare,

ma restare anche quando non succede niente.

Che la vita, a volte,

è un campo che fiorisce dopo il gelo.


Ci salva la nostalgia buona,

quella che non ferisce, ma accarezza,

che ci ricorda chi eravamo

per insegnarci ad essere nuovi.


Ci salva la memoria delle mani,

quelle che hanno costruito, curato, pregato.

Quelle che, anche senza forza,

ancora sanno donare.


Ci salva il coraggio gentile di chi piange,

perché nelle lacrime si scioglie l’orgoglio,

e torna limpida la vista.


Ci salva l’amore che non pretende,

che non mette condizioni,

che si siede accanto e basta.

L’amore che non cambia il mondo,

ma cambia il modo in cui lo guardiamo.


Ci salva la fiducia,

quella cieca, quella bambina,

quella che non ha prove, ma crede lo stesso.


Ci salva quando smettiamo di fare i forti

e cominciamo, finalmente,

a sentirci veri.


Ci salva il semplice.

Il piccolo.

Il quasi niente.


Ci salva una finestra aperta,

un odore che ci riporta a casa,

una canzone dimenticata che ancora sa chi siamo.


Ci salva una gentilezza improvvisa.

La luce di un abbraccio.

Svegliarsi un giorno qualunque, felici.

L’improvviso rumore di un pensiero bello.

Fare un respiro profondo

e sentire di aver ingoiato il cielo.

Essere in pace con se stessi.

Stare in silenzio, ma restare in ascolto.

E poi, tutto si ferma.

E tutto si capisce.


La bellezza è nella semplicità.

La salvezza è nelle piccole cose.



Andrew Faber 


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