La devozione popolare dei nostri avi: una Mostra per ricordare e conoscere.
È stata sicuramente una mostra apprezzata, quella che è stata allestita nella chiesa Parrocchiale di San Pietro Valdastico sabato 18 e domenica 19 ottobre 2025, in occasione della Rievocazione “Il Ritorno dal Bosco”.
È stato proprio leggendo i tanti messaggi lasciati dai visitatori, che si è potuto capire quanti sono stati i ricordi emersi, quanti episodi di vita passata, quanti momenti trascorsi con i nonni sono tornati a galla accompagnati da tanta emozione.
Il lavoro finale è iniziato con un lungo periodo di raccolta di quadri, santini, attestati e immagini sacre, che tante persone delle Parrocchie della valle, hanno prestato per quest’occasione. In seguito, con pazienza, tutto è stato catalogato con un inventario, controllando i doppioni e dividendo il materiale per soggetti e generi. I santini sono stati raccolti per soggetto e posti in delle cornici a giorno, così che potessero essere esposti in sicurezza. Si è pensato insieme al titolo per questa mostra ed è quindi arrivato il momento di predisporre l’esposizione di quanto ricevuto, vista la quantità raccolta, si desiderava mettere ogni cosa. Dopo che gli uomini hanno preparato la struttura fatta con i banchi, con i pannelli e i cavalletti, è stata ricoperta con del velluto rosso che ha avuto un bell’effetto, perché ha messo in evidenza gli oggetti. Il lavoro di disposizione delle opere è stato lungo e delicato: si doveva seguire una logica per soggetti e tipologia. Prova e riprova, attacca e stacca, guarda e riguarda, controlla e pensa… finalmente ogni quadro, ogni oggetto, ha trovato il suo posto e alla fine il risultato è stato soddisfacente.
Qualche piccolo particolare è stato aggiunto, come le belle composizioni di fiori che facevano da corona e poi il quaderno per le firme ha completato il lavoro. Sono stati esposti i quadri della Sacra Famiglia, quelli attaccati sopra i letti, quelli del Cuore di Gesù e di Maria, dei Santi, della Madonna, i Santini di ogni varietà, le medagliette e le corone del Rosario, le statue, i libretti delle preghiere, gli stendardi, le acquasantiere, gli attestati di partecipazione alla Dottrina Cristiana, quelli della Prima Comunione e della S. Cresima, i carillon della Madonna di Lourdes, gli ex voto, le croci e una teca contenente Maria Bambina. Ai quadri dai colori vivaci, dipinti da Don Pierangelo di Rotzo, è stata riservata la zona del Battistero. Ogni gruppo di opere è stato spiegato con delle brevi didascalie, così da fornire al visitatore qualche curiosità o semplicemente per ricordare i vari soggetti esposti. Tante persone che sono passate sabato e domenica, si sono complimentate per l’iniziativa, ma più di tutto hanno raccontato l’emozione di rivedere qualche quadro o oggetto, che aveva fatto ricordare qualcosa di bello e importante che è emerso grazie a questa collezione di opere. Nonostante la MOSTRA non sia stata proprio in “mostra” (e qui bisognerebbe aprire un bel capitolo perché oltre a nascondere un’iniziativa, guardando la piazza da sotto, si è nascosta la facciata della chiesa che era piacevole da vedere, mentre col capannone davanti era proprio uno schifo... e qui mi fermo…) comunque, nonostante questo, molte persone sono passate in chiesa, si sono soffermate con interesse e piacere, rimanendo anche durante le S.S. Messe celebrate sabato e domenica. Il primo GRAZIE va a chi ha tolto qualche quadro dalla propria abitazione per prestarlo a beneficio della mostra, a chi ha cercato tra le cose che aveva in solaio, a chi ha dato anche un piccolo oggetto: senza il loro prezioso contributo non sarebbe stato possibile allestirla. Il secondo GRAZIE a chi ha raccolto, catalogato, preparato la struttura, posto le opere ed è stato presente durante l’orario di apertura così da permettere una costante presenza per controllare, ma anche per spiegare o fornire informazioni su quanto esposto: Don Sergio, Battista, Adriano, Mario, Dilva, Marisa e Lucia.
Il terzo GRAZIE va a tutti i visitatori che sono passati, che hanno osservato, che hanno messo la loro firma o scritto un pensiero: la loro presenza ci ha fatto capire che nonostante i tempi siano cambiati, è importante ricordare la devozione dei nostri avi, la loro fede semplice, ma salda e genuina, il loro affidamento in ogni momento della giornata, a ciò che per loro era fondamento del vivere quotidiano.
Guardando ogni singolo quadro, ogni più piccolo oggetto esposto, ho pensato alla storia che portava con sé, a quanto quelle immagini siano state invocate da chi le possedeva, quante volte i grani di quei Rosari saranno passati tra le mani delle persone, quanto quei Santini siano stati gelosamente custoditi tra i libri di preghiere o messi in vista come richiesta di protezione, quanto quelle medagliette siano state attaccate al petto di donne e bambini, quanto orgoglio per gli attestati ricevuti… quanta storia! Anche se è storia passata, sono certa che chi ha guardato con gli occhi del cuore, sicuramente si sarà emozionato ricordando genitori e nonni, risentendo nella mente antiche orazioni, guardando i quadri si sarà rivisto nei grandi letti e avrà sicuramente fatto un tuffo nel passato...
E non è questa la cosa davvero importante? L’impegno e la stanchezza diventano gioia quando si comprende di aver fatto qualcosa di buono e importante e questa mostra è stata davvero speciale! Abbiamo lavorato insieme, confrontandoci e cercando di mettere ognuno le proprie capacità, rispettando le idee di tutti, cercando di collaborare e di indirizzare le forze verso un unico obiettivo ed è stato sicuramente un dono vicendevole.
Arrivederci fra due anni con altre idee, sempre riguardanti la sfera religiosa, che arriveranno strada facendo!
Lucia Marangoni (Dàmari)
21/10/2025






















Grazie Lucia! È stato un piacere collaborare...
RispondiEliminaChe bel lavoro ! Bravo a tutti e tutte. Segnato : una cugina di Francia
RispondiEliminaSempre bello e piacevole collaborare con persone che ci mettono tanta passione e idee … il risultato piano piano è sbocciato in una esposizione piena di sentimenti! Grazie veramente a tutti!
RispondiEliminaBello il tuo scritto Lucia ,ma la parola schifo in questa bella descrizione stona…mi dispiace
RispondiEliminaIntanto posso dire che l' anonimato non mi piace e vorrei sapere sempre con chi parlo. Per l' aggettivo che ho usato hai ragione potevo scrivere che non stava bene o che era un pugno in un occhio, o che si poteva fare diversamente, ma ho usato il meno peggio di quelli che venerdì scorso abbiamo detto o pensato e parlo di chi ha lavorato per questa mostra e che è stato parecchio disturbato da questo fatto e ha fatto telefonate a dx e sx per cercare una soluzione che andasse bene a tutti ,ma che poi non si è potuta trovare. Tanti che sono venuti in chiesa ci dicevano che eravamo nascosti, che quel capannone stava male, che la chiesa non si vedeva e altri commenti a cui abbiamo risposto tranquillamente perché di nervoso ne abbiamo avuto abbastanza. Te lo assicuro !!! E io, caro anonimo, ci metto la faccia, io ho il coraggio di firmare ciò che dico... Spero di essere stata esaustiva ma se lo desideri potresti suggerire tu la parola adatta, magari firmando il commento, grazie! Lucia Marangoni
RispondiEliminaLampante che la prepotenza spesso ha la meglio,mandar giù fa male alla salute ,giuste le lamentele. Bella la mostra,bravi tutti
RispondiEliminaMa lavarsi i panni in Arno….ops Astego non sarebbe forse meglio?
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