Ci sono padri che non abbracciano

 



Che non sanno come si dice "ti voglio bene".

Padri che parlano poco, che sembrano distanti anche quando sono lì, seduti accanto a te.

Padri che amano in silenzio. Ma che non sanno mostrarlo.

Molti li giudicano.

"È freddo", "Non parla mai", "Non si emoziona".

Ma spesso, per capire davvero un padre, bisogna smettere di guardarlo solo per ciò che è.

E cominciare a guardare da dove viene.

Ci sono uomini che sono cresciuti senza una carezza.

Che non hanno mai avuto una voce che dicesse “sono fiero di te”.

Nessuno che li aspettasse alla fine di una giornata con un abbraccio.

Nessuno che li stringesse forte quando avevano paura del buio o delle tempeste.

Hanno imparato a sopravvivere da soli.

A ingoiare le lacrime. A stringere i denti. A pensare che mostrarsi fragili fosse sbagliato.

Che piangere fosse vietato.

Che l’amore si dimostra solo lavorando, portando il pane a casa, non parlando.

E poi crescono.

Diventano padri.

Ma dentro portano ancora quel bambino mai abbracciato.

Quel bambino che nessuno ha mai consolato.

Quel bambino che avrebbe dato tutto per sentirsi al sicuro tra le braccia di qualcuno.

Così fanno quello che possono.

Si alzano presto.

Non si fermano mai.

Si spezzano la schiena per i loro figli, costruiscono casa, futuro, sicurezza.

Amano. Ma non lo dicono.

Non lo mostrano. Lo scrivono con i gesti, lo nascondono nei sacrifici.

E non è giusto che restino prigionieri di quel passato.

Anche gli uomini devono guarire.

Anche i padri meritano di imparare la dolcezza.

Di ricevere quella tenerezza che non hanno mai avuto.

Di essere visti, compresi, perdonati.

Perché a volte, quel padre che non ti abbraccia…

è solo un bambino che nessuno ha mai abbracciato.

E se gli tendi la mano, forse tremando…

ti accorgerai che aveva solo paura.

web

Commenti

  1. Quanto è bello questo scritto, e quanta dolorosa verità.

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  2. Purtroppo, e penso che in valle ci siano parecchi esempi

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