Perché le coppie scoppiano?
Uno dei tanti motivi è che abbiamo delle aspettative sul partner, delle pretese per le dinamiche sottili non risolte, e quindi non vediamo cosa ci dà attraverso la sua persona e il suo sentimento.
Queste aspettative sono i nostri bisogni interiori che non sono stati soddisfatti nell'infanzia.
Se, per esempio, non abbiamo avuto abbastanza attenzione dai genitori, la chiediamo al partner, se non abbiamo avuto sufficiente considerazione, la chiediamo a lui.
Anzi, le nostre richieste diventano spesso pretese rabbiose, dimostrazioni d'amore che il partner ci deve dare, altrimenti è cattivo, insensibile, non ci ama, ecc.
Queste richieste sono di uno stato infantile dell’io.
Infatti, dovrebbe essere il nostro genitore amorevole interiore a soddisfare i nostri bisogni, a placare la nostra sete di amore, a sedare la nostra rabbia, non il partner perché il suo amore non sarà sufficiente a darci quell’amore di cui abbiamo realmente bisogno e che è la ricongiunzione con noi stessi, la riconnessione al sacro.
Non possiamo delegare al partner la nostra serenità, il nostro equilibrio, la nostra armonia.
Le frenesie, i tormenti che abbiamo interiormente dobbiamo curarceli da soli.
Solo con lo stato dell'adulto possiamo costruire una relazione col partner, dove non gli scarichiamo addosso le nostre ferite, le nostre proiezioni, le nostre carenze.
Quindi, cerchiamo di non inquinare l'amore con i nostri vuoti, con i nostri buchi, con il nostro lato oscuro, cerchiamo di essere persone complete, autosufficienti, responsabili di noi e vivremo una relazione costruttiva, comprendendo realmente se esiste il sentimento d’amore fra noi, un sentimento pulito da giochi e bisogni, basato sul rispetto e arricchimento reciproco.
Risparmieremo la coppia dal senso opprimente di colpa, addossata al partner, di non amarci abbastanza.
Gli eviteremo di farci da genitore, cosa che dobbiamo fare noi con noi.
Costruiamo una relazione d'amore e basta.
L'amore è un'energia che viaggia al di sopra delle ferite.
Queste sono di nostra competenza.
𝕃𝕦𝕔𝕚𝕒 𝔾𝕠𝕝𝕕𝕠𝕟𝕚

Commenti
Posta un commento