Le belle notizie

Il furgoncino di Roberto, il nostro intrattenitore di giochi antichi, nonché genio del riutilizzo, ricorda proprio quelli che giravano un tempo per paesi e contrade, vendendo ogni tipo di mercanzia. Stipato di scatoloni contenenti corde, bottiglie, mollette, tubi in plastica, pezzi di stoffa, piccoli attrezzi, potrebbe riempire mezzo mercato. Roberto insegna ai ragazzi a guardare con occhi nuovi, quelli della fantasia, le cose che normalmente buttiamo, per scoprirne l’anima nascosta e la loro possibile seconda vita, la quale chiede solamente di essere portata alla luce. Perché, non dimentichiamolo, prima del riciclo - già ottima cosa di per sé, nel quale materiali come carta, plastica, vetro, metalli vengono rifusi per ottenere un nuovo prodotto di base - viene il riutilizzo, che significa allungare la vita ad un oggetto mantenendone la struttura, ma utilizzandolo per fini diversi da quelli suoi originali. Per i bambini di un tempo questa era la regola e fin da piccoli si imparava a utilizzare quel poco che si aveva e i giochi con archi, frecce, fionde, catapulte o corde tese fra gli alberi dipendevano dai film che si vedevano in parrocchia alla domenica pomeriggio e dall’inventiva nel tradurre quanto si era visto in oggetti veri. Ricordo una catapulta, ispirata dalle immagini di un assedio ad un castello medievale, costruita con un grande cucchiaio di legno, di quelli che servivano per preparare da mangiare ai maiali, da una striscia di camera d’aria che fungeva da molla, e uno spago per trattenerla in tiro fino al momento del lancio. Qualunque di noi avrebbe lanciato a mano un sasso ben più lontano e con più precisione, ma quell’oggetto auto costruito appariva ai nostri occhi come un’arma formidabile. Poi è arrivato il progresso, accompagnato dal consumismo, in pochi anni le cose sono profondamente cambiate, i giochi si comperavano già fatti e non serviva più costruirseli.

Nella giornata nazionale del risparmio energetico, Roberto ha fatto riscoprire ai nostri bambini, in un pomeriggio giocoso, quanto sia divertente costruire qualcosa con le proprie mani utilizzando prodotti di scarto, quanto sia bello stare e giocare assieme e quanto tutto questo faccia bene alla mente, al corpo e anche all’ambiente. Nel pomeriggio l’aria si era fatta più fresca e il gioco del tiro alla corda ha contribuito a scaldare un po’ le mani e il corpo, come pure i salti con i trampoli a molla. Alla sera per le vie del paese l’illuminazione pubblica era spenta; forse nelle case qualche bambino si sarà addormentato prima del solito e senza i consueti capricci, stanco ma felice per avere scoperto quante cose strabilianti si possono fare usando soltanto le mani, alcuni oggetti di scarto, un pizzico di fantasia e un briciolo di immaginazione.
Biblioteca civica di Rotzo







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