Il racconto di Marco Toldo dell’apertura di Diretta 4 Gatti, una nuova variante alla via dei Sudtirolesi (o Messner) sulla parete Nordest del Monte Agner in Dolomiti.
Aperta insieme a Diego Dellai e Carlo Reghelin, la nuova via supera l’evidente scudo nella parte alta della Via dei Sudtirolesi con difficoltà fino a VIII e A3 in arrampicata artificiale.
Lo scudo superiore della parete nord dell’Agner in
Dolomiti è sempre stato un punto di domanda. Evitato a sinistra nel 1967
da Heini Holzer, Günther Messner e Reinhold Messner durante l’apertura
della via dei Sudtirolesi, ed evitato a destra nel 1990 dai fratelli
cecoslovacchi Miroslav e Michal Coubal durante la loro apertura della Storia Infinita.
È sempre stato un’incognita: apparentemente troppo compatto per essere
scalato.
Ma adesso gli alpinisti vicentini Diego Dellai, Marco Toldo e
Carlo Reghelin del Gruppo Roccia 4 Gatti, arrampicando il 18 e 19
agosto, sono riusciti a superare questo bellissimo scudo giallo e
grigio che domina con i suoi 2873 metri la selvaggia Valle di San
Lucano.
La via è stata aperta senza spit, sia in arrampicata libera fino
a VIII sia, su tre tiri, in arrampicata artificiale fino all'A3.
DIRETTA 4 GATTI di Marco Toldo
Nel 1969 quattro giovani e intraprendenti scalatori formavano nel paese di Arsiero, nell’Altovicentino, il “gruppo roccia 4 gatti”.
DIRETTA 4 GATTI di Marco Toldo
Nel 1969 quattro giovani e intraprendenti scalatori formavano nel paese di Arsiero, nell’Altovicentino, il “gruppo roccia 4 gatti”.
Grazie a
loro, di anno in anno giovani e non, si avvicinano al mondo della
montagna ed entrano a far parte del gruppo realizzando nuove aperture e
importanti ripetizioni in tutto l’arco alpino.
50 anni dopo 3 giovani
del gruppo inseguono il loro sogno che da tempo coltivano…
Era da qualche anno che io e Diego pensavamo ad una via nuova sull’Agnèr, per noi la cima più bella delle Dolomiti. L’obiettivo iniziale
era un altro, ma poi, non ricordo come, si cominciò a parlare del grande
scudo e alla possibilità di salire giusto al centro, dove le evidenti
colate nere potevano rappresentare un punto debole della parete.
- Ciao Carlo, abbiamo pensato di provare ad aprire una via nuova
in Agnèr, sullo scudo. Non dico che sarà facile, magari neanche alla
nostra portata, ma sicuramente una bella avventura anche solo provarci!-
E così venerdì sera siamo al bivacco Cozzolino, con noi anche Carlo,
coinvolto in questo gioco perché in 3 sarà tutta un’altra cosa, sia per
il trasporto del materiale, sia per la compagnia nei probabili momenti
di dubbi e tensione.
La mattina del sabato raggiungiamo l’attacco della Messner e la seguiamo fin sotto al grande scudo. Sono le 2 del pomeriggio ed iniziamo a ‘provare’. Per quasi tutto il tempo questo era il concetto che avevamo in testa, ‘provare’, perché più sù non si delineava precisamente una possibilità di passare ed in ogni caso le difficoltà erano evidenti.
Al calare della sera io e Diego, alternandoci avevamo salito i primi 3 tiri ed iniziato il quarto, già incontrando difficoltà elevate e lasciandoci comunque sopra la testa il tratto che rappresentava l’incognita più alta.
Ma si sentiva anche una certa fiducia nell’aria, e così lasciate sù le due mezze corde, fisse sui tratti appena saliti, scendiamo alla cengia sospesa, che con l’avvicinarsi del tramonto aveva assunto un’atmosfera magica. Mangiamo, beviamo, e riusciamo anche a concederci un po' di svago.
L’ambiente che ci circonda è surreale, un mare di nuvole lascia spuntare solo le cime più alte, il tramonto colora il cielo di fuoco e poi lascia spazio alla notte e a tutte le sue stelle. Ci mettiamo nei sacchi a pelo e lasciamo andare la tensione.
La mattina il sole arriva presto e si fa subito sentire quando ci alterniamo nel risalire le corse fisse. Ricominciamo a ‘provare’, tocca a me. Ho sopra la testa un sottile diedro, l’unico punto debole in mezzo allo scudo giallo, ma il diedro ha un termine e una placca scura e compatta lo sovrasta.
È un momento di forti dubbi, sto lì qualche minuto perchè sembra molto difficile. Un buon chiodo mi stimola a provare, e la possibilità di passare si fa sempre più luce... qualche bel buco per i friend, alcuni passi sui cliff e un paio di chiodi mi fanno giungere ad una grande nicchia dove faccio sosta.
Le difficoltà non sono ancora finite e almeno per altri venti metri il dubbio rimane. Tocca a Diego che sale, lentamente, ma sale. In sosta c’è silenzio, credevamo che arrivati lì fosse fatta, ma non è ancora così. Tutto va per il verso giusto, ma radunati alla sosta successiva non possiamo ancora sciogliere la tensione. 10 metri di placca compatta, ma molto più generosa di come si presentava ci permette di raggiungere i veri punti deboli dello scudo e una serie di camini in breve ci portano sulla cima!
Potrei scrivere un libro sulle sensazioni provate in quella prima mezz’ora passata lassù, ma credo che non esistano parole per descrivere certe emozioni. Posso dire di aver sentito la forza del silenzio, talmente intensa che non riuscivamo ad esprimerci…
E’ pomeriggio e sotto di noi un'importante linea è stata finalmente salita, dedicheremo la via al Gruppo Roccia 4 Gatti, ai suoi 50 anni, ai suoi membri e a tutto quello che ci hanno insegnato!
Mi piace pensare che il gigante ci abbia in qualche modo permesso di passare in mezzo al suo scudo, in cambio della grande ammirazione che proviamo per questa montagna.
Mi piace pensare che una cosa, se puoi sognarla, puoi farla!
La mattina del sabato raggiungiamo l’attacco della Messner e la seguiamo fin sotto al grande scudo. Sono le 2 del pomeriggio ed iniziamo a ‘provare’. Per quasi tutto il tempo questo era il concetto che avevamo in testa, ‘provare’, perché più sù non si delineava precisamente una possibilità di passare ed in ogni caso le difficoltà erano evidenti.
Al calare della sera io e Diego, alternandoci avevamo salito i primi 3 tiri ed iniziato il quarto, già incontrando difficoltà elevate e lasciandoci comunque sopra la testa il tratto che rappresentava l’incognita più alta.
Ma si sentiva anche una certa fiducia nell’aria, e così lasciate sù le due mezze corde, fisse sui tratti appena saliti, scendiamo alla cengia sospesa, che con l’avvicinarsi del tramonto aveva assunto un’atmosfera magica. Mangiamo, beviamo, e riusciamo anche a concederci un po' di svago.
L’ambiente che ci circonda è surreale, un mare di nuvole lascia spuntare solo le cime più alte, il tramonto colora il cielo di fuoco e poi lascia spazio alla notte e a tutte le sue stelle. Ci mettiamo nei sacchi a pelo e lasciamo andare la tensione.
La mattina il sole arriva presto e si fa subito sentire quando ci alterniamo nel risalire le corse fisse. Ricominciamo a ‘provare’, tocca a me. Ho sopra la testa un sottile diedro, l’unico punto debole in mezzo allo scudo giallo, ma il diedro ha un termine e una placca scura e compatta lo sovrasta.
È un momento di forti dubbi, sto lì qualche minuto perchè sembra molto difficile. Un buon chiodo mi stimola a provare, e la possibilità di passare si fa sempre più luce... qualche bel buco per i friend, alcuni passi sui cliff e un paio di chiodi mi fanno giungere ad una grande nicchia dove faccio sosta.
Le difficoltà non sono ancora finite e almeno per altri venti metri il dubbio rimane. Tocca a Diego che sale, lentamente, ma sale. In sosta c’è silenzio, credevamo che arrivati lì fosse fatta, ma non è ancora così. Tutto va per il verso giusto, ma radunati alla sosta successiva non possiamo ancora sciogliere la tensione. 10 metri di placca compatta, ma molto più generosa di come si presentava ci permette di raggiungere i veri punti deboli dello scudo e una serie di camini in breve ci portano sulla cima!
Potrei scrivere un libro sulle sensazioni provate in quella prima mezz’ora passata lassù, ma credo che non esistano parole per descrivere certe emozioni. Posso dire di aver sentito la forza del silenzio, talmente intensa che non riuscivamo ad esprimerci…
E’ pomeriggio e sotto di noi un'importante linea è stata finalmente salita, dedicheremo la via al Gruppo Roccia 4 Gatti, ai suoi 50 anni, ai suoi membri e a tutto quello che ci hanno insegnato!
Mi piace pensare che il gigante ci abbia in qualche modo permesso di passare in mezzo al suo scudo, in cambio della grande ammirazione che proviamo per questa montagna.
Mi piace pensare che una cosa, se puoi sognarla, puoi farla!
Che belli gli ultimi pensieri!
RispondiEliminaOltre che un bravo scalatore sei anche una bella persona.
Complimenti vivissimi, un'impresa alpinistica di gran classe, condotta con stile e coraggi. Bravi!!
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