Venerdì Santo
Un tempo non molto lontano, il venerdì santo era un giorno di quasi totale silenzio e rinunce.
Tutto veniva vissuto in maniera sommessa. Le campane erano mute ed in sostituzione solamente "snara e snaròn" a chiamare a raccolta i fedeli per la cerimonia serale con processione (per la gioia dei chierichetti). La televisione (due canali) trasmetteva solo musica classica. La prima cosa da fare la mattina era recarsi in chiesa ad adorare il Santo Sepolcro. Digiuno ed astinenza dalle carni. In casa mia, piatto classico: "bìgoli col ton" che poi era astinenza dalle carni e non digiuno. I nonni erano dispensati per l'età, così pure i malati e i bambini. La sera per noi bambini era una festa. Solitamente la preparazione dei lumini era appannaggio esclusivamente nostro. Li ricordo di carta a colori vivaci, inserivamo della sabbia che aveva la funzione di tenere in piedi la candela che non era sempre facile, bastava un po' d'aria perchè s'inclinasse e bruciasse così anche il lumino di carta.
Mio Nonno era orgogliosissimo dei suoi globi che appendeva alle finestre. Non so dove mai li avesse acquistati, credo glieli avesse portati mio Papà dall'estero. Mi ricordo anche che vestiva da "confratello". Da parecchio tempo tutto è cambiato e anche la processione del venerdì santo fino alla Cappella evidenzia purtroppo quante sono le case non più abitate... nessun lumino acceso... e si fa ritorno in chiesa con ancor più tristezza...
Carla


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