Una volta si facevano "le pulizie di Pasqua"
"La palma benedetta, vuole la casa pulita e netta."
Perciò, nelle grandi e vecchie case rurali, con l’avvicinarsi delle Feste pasquali, si dava aria e si cominciavano le pulizie di primavera.
E sì che ce n’era da fare, soprattutto nelle fredde stanze da letto che d'inverno si lasciavano in fretta al mattino, e tutta la famiglia si rifugiava o nella stalla o attorno al focolare in cucina.
Si spazzava per bene sotto i letti, si passava l'olio ai pochi mobili della stanza, si ponevano i sacconi di foglie al sole, per ore alle finestre, si toglievano le ragnatele, si lavavano pavimenti e le scale di mattoni che le donne ravvivavano spennellandoli con una particolare vernice rossa, il cinabrese.
Si lavavano lucerne e lampade affumicate, si riponevano scaldaletti e scaldini a mano, le capparelle si spazzolavano e si rimettevano nei cassettoni.
In cucina si toglieva la fuliggine dalla canna fumaria e dalle catene del camino, si lavavano i vetri alle finestre, si spazzavano i pavimenti fino negli angoli più nascosti e si dava una mano di calce alle pareti fumose intorno al camino.
Con l’avvento del buon tempo si portavano fuori sull'aia anche i vasi e i vecchi recipienti in cui erano coltivati garofani e gerani, le tipiche piante da fiore che in campagna non mancavano mai.
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