Febbraio rompe i fossi e marzo li asciuga
Febbraio è il mese delle piogge improvvise, delle nevi che si sciolgono in fretta, dell’acqua che scende dai campi senza chiedere permesso. I fossi si riempiono, traboccano, a volte si rompono, perché il terreno è saturo e non riesce più a trattenere nulla. È un mese irrequieto, in cui la natura sembra muoversi tutta insieme, senza ordine, spinta dal bisogno di liberarsi dell’inverno.
Marzo, invece, porta con sé un’aria diversa. Le giornate si allungano, il sole comincia a scaldare davvero, il vento asciuga la terra e l’acqua in eccesso lentamente scompare. I fossi si svuotano, tornano a essere solchi silenziosi ai bordi dei campi, pronti ad accogliere nuove semine e nuovi lavori.
Nulla si rompe davvero senza poi trovare un nuovo equilibrio. Ci sono momenti della vita in cui tutto sembra traboccare, rompere gli argini, mettere alla prova. E poi arrivano giorni più chiari, che asciugano, sistemano, rendono di nuovo possibile camminare.
Febbraio rompe, marzo aggiusta.
E tra l’uno e l’altro, la terra impara a rinascere.
lacasettaincampagna

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