Saper chiedere scusa…
Finita la festa, terminata l’euforia del momento, conclusa ogni più piccola attività inerente a “Il Ritorno dal Bosco”, bisognerebbe fermarsi e fare le giuste considerazioni che non devono essere interpretate come critiche, bensì devono mirare a rendere chiare le migliorie e le attenzioni da apportare in vari campi. Fatto ciò, bisognerebbe avere l’umiltà di scusarsi per qualcosa che non è andato proprio benissimo, che ha causato malumori, che ha innescato pensieri non proprio all’acqua di rose… Ma come ho detto ci vuole consapevolezza e umiltà, considerando azioni, parole, atteggiamenti …. Non so se questo potrà accadere, ma io spero…
Nel mio piccolo vorrei chiedere SCUSA ad alcune persone che si sono presentate per la sfilata guardando i particolari, stando attente all’abbigliamento da cima a fondo, che non si sono truccate, che hanno tolto lo smalto dalle unghie, che hanno nascosto i tatuaggi. Una donna mi ha fatto vedere che i braccialetti li aveva fatti andare più in alto del polso e li aveva fermati con il nastro adesivo, perché non spuntassero dalla camicia: questo è curare i particolari! SCUSA a tutte quelle persone che si sono sentite prese in giro vedendosi accanto di tutto e di più, che hanno esposto chiaramente il loro disappunto per tante piccole cose che non erano state seguite com’era stato spesso ricordato, fino allo sfinimento, da chi ha coordinato la sfilata. Per alcune persone non si è potuto fare nulla, si sarebbero dovute togliere dalla sfilata, ma poi le reazioni che si sarebbero innescate potevano degenerare e in quel momento, già impegnativo di suo, avrebbero portato a creare confusione. Io ho guardato attentamente: ho nascosto braccialetti e tatuaggi con strisce di stoffa, ho tolto giubbetti con cerniere, ho tirato via fazzoletti, ho fatto nascondere unghie rosse sotto gli scialli, ho controllato, ma mi è scappato qualcosa e mi dispiace proprio per rispetto a chi si era preparato con cura. La cosa che mi meraviglia è che gente del paese, che ha partecipato a tante edizioni, che sa com’era la vita nei primi decenni del secolo scorso, non abbia fatto attenzione a come si vestiva, a che calzature indossava o al fatto che non esistevano trucchi vari e accessori inesistenti. Certo è che, quando alcuni figuranti con personaggi particolari non comprendono che, invece delle scarpe da ginnastica ci vogliono i sandali, che un fazzoletto rosso al collo non va bene, che un giubbetto moderno non si addice, che le camicie a quadri di pile non sono adatte e tanto altro ancora, vuol dire che non sono riusciti a entrare in contesto della RIEVOCAZIONE e secondo me non va bene perché a lungo andare, si perde di credibilità. Se al momento della sfilata, qualcosa è scappato, ora con tutte le foto che si vedono in giro, si comprende quanto di poco veritiero ci sia stato fra alcuni figuranti, specialmente per i gruppi di cui non si poteva avere il controllo: il loro atteggiamento ha portato a nascondere quanto di bello e particolare era stato preparato da molti. Alcune persone che osservavano, mi hanno detto che ero troppo rigida nel passare in rassegna le persone, ma sono certa che, se le cose continueranno senza avere chiari alcuni punti importanti, diventerà una carnevalata e si sarà perso quello che vent’anni fa, si era con fatica creato dal nulla. Avrei una lunga lista di cose da evidenziare, ma lo farò in separata sede, ho voluto dar luce a quest’aspetto che ha creato sicuramente malumore tra le persone che hanno notato queste anomalie. Tanti mi hanno fatto presente queste considerazioni nei giorni successivi alla manifestazione e non ho potuto far altro che dar ragione perché sono cose così evidenti che non passano inosservate. GRAZIE quindi a chi ha cercato in ogni modo di essere più vicino possibile al periodo che si ricordava, con gli abiti, gli atteggiamenti, il modo di fare, che hanno certamente reso più vero e genuino quello che sono andati a rappresentare. E a tutte quelle persone rinnovo le scuse per non aver saputo/ potuto richiamare all’ordine chi non era a posto, per rispettare chi lo era e chi crede ancora al vero senso di questa sfilata.
“RIEVOCARE = ricordare, rivivere, riportare in vita, entrare in un tempo passato, ricostruire gli usi e i costumi, i modi di vita, le tradizioni i lavori e le vicende, gli ambienti, il gioco, la scuola, gli abiti e i cibi. Vuol dire promuovere, coinvolgere, ricordare e rispettare quello che è stato il bagaglio di un tempo e imparare qualcosa.”
Questo avevo spiegato alle tre classi della Secondaria di Valdastico, quando sono stata invitata per parlare del Ritorno Dal Bosco la settimana precedente alla manifestazione, raccontando la giornata di un ragazzino della loro età che ha vissuto nella nostra valle, circa un secolo fa, tratta da un mio racconto apparso sul volantino del Ritorno dal Bosco del 2008. Ho spiegato l’importanza di attenersi il più possibile a ciò che era la vita di allora e adesso, dopo quello che ho visto, credo che sarebbero tanti gli adulti ad aver bisogno di rinfrescare la memoria e molti i giovani che hanno la necessità di imparare qualcosa di cui non sono a conoscenza. Spero vivamente che in futuro si guardi di più alla qualità che alla quantità e non si perdano di vista gli elementi basilari per far sì che la RIEVOCAZIONE STORICA sia il più possibile una rappresentazione di quello che realmente è accaduto nella nostra valle nei suoi ambienti, nel lavoro, nella vita quotidiana, negli usi e nei costumi.
Lucia Marangoni (Dàmari)
22/10/2025

Molto precisa nell'organizzare,nel bandire,cerniere e ,smalti ,pellami e scarpe di oggi,ma ha dimenticato il morale ! I nostri Avi al ritorno,stanchi ma soddisfatti, contenti ,di essere a casa ,con le quelle facce belle ,giovani ,senza trucco cantavano, al contrario chi ha sfilato, già avanti, ..< restava a casa a fare la supa ,el cafè col 🍷 >per chi tornava!.la l bidella, più credibile con quella faccia arcigna x mettere in riga ,studenti più vispi ?? Senza cellulare....
RispondiEliminaGiulio
RispondiEliminaGrazie a Alberto,Gilda ,Roberta,Lucia,,e piu. Scusate se ho dimenticato qualcuno ; Veramente e stata una festa ,e una sfilata meravigliosa, direi monumentale. Ci saranno sempre quelli che cercheranno di minimizzare,di discreditare la rievocazione, non e importante perche loro passeranno e io mi auguro di tutto il mio cuore e l’amore che ho per il paese che questa sfilata commemorativa rimanga incritta per sempre nella vita di San Piero. Quando si visita un monumento, una montra, un posto magnifico ci sta sovente un libro per scerivere la nostra impressionne su quello che si ha visto! Per questo propongo ( e una idea) che un libro "d' oro" sia messo a disposizione dei sfilanti alla fine della sfilata In modo che questi potessero mettere il loro nome,cosa hanno fatto nella sfilata il loro rissentimento. Se hanno tirato un caretto,portato un derlo,oppure la cariola, sono cose che fanno la storia del paese,direi di piu la sua memoria ,perche e quello che sovente ci manca. Ho portato sulle spalle el " scala" per una quindicina di metri; non vi dico che fatica. Li si pensa al lavoro che dovevano fare i nostri paesani a portare spesso el scala fino in cima la singela. Non penso che un libro ogni due anni sia una grande spesa,pero e troppo importante sapere come eravamo,sebbene e di moda fare solo quello che ci fa comodo!! He no !! perdonare si ma non dimenticare.Lunga vita a Bronsescoverte e alla Rievocazione.