Lavare i capelli: un tempo facevano così
Il loro segreto era nel gesto quotidiano, nel rituale semplice, ma potente del brossage. I famosi “cento colpi di spazzola ogni sera” non erano un vezzo romantico, ma una pratica precisa. Con spazzole di setole di cinghiale, pulite con cura ogni giorno, distribuivano il sebo naturale dalle radici fino alle punte, nutrendo ogni filo, eliminando polvere e impurità. Era così che mantenevano capelli forti, brillanti, vivi — senza bisogno di acqua e sapone.
Per le donne dell’alta società, la chioma era molto più che un elemento estetico. Era simbolo di benessere, di rango, di grazia. Le acconciature vittoriane, complesse e teatrali — intrecci, onde, boccoli, volumi impilati — non erano solo una questione di stile, ma una strategia per proteggere i capelli dallo sporco e dall’usura quotidiana. I famosi “ratti”, piccoli cuscinetti imbottiti con capelli caduti o lana, servivano ad aggiungere volume e tenuta.
Così, una donna poteva trascorrere mesi senza lavaggi profondi, eppure apparire sempre impeccabile. Non era trascuratezza, ma un’arte silenziosa, fatta di pazienza e attenzione, di gesti tramandati come segreti preziosi. I capelli erano un tesoro da proteggere, un simbolo che brillava come i gioielli che lo adornavano.
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