Meteorologi di un tempo...

 


In campagna, spesso si osservava il cielo alla sera. Non per bellezza soltanto, ma perché il tramonto, in inverno, era considerato un messaggero.

Quando il sole calava lasciando colori chiari e netti, con il cielo pulito e luminoso, si diceva che il tempo sarebbe rimasto stabile. L’aria fredda, asciutta, senza veli prometteva giorni fermi, senza sorprese.

Se invece il tramonto si accendeva di rossi profondi e aranci accesi era segno di vento in arrivo. I colori troppo vivi non rassicuravano: annunciavano cambiamenti rapidi e notti meno quiete.

Un cielo giallo pallido o spento, che sembrava velato, faceva pensare a umidità, nebbia o pioggia lontana. Non subito, ma in cammino. Si diceva che il cielo stesse trattenendo l’acqua.

Quando i colori si spegnevano in fretta, lasciando un grigio uniforme, l’inverno mostrava la sua parte più lunga e monotona. Giorni tutti uguali, freddi che durano, gesti da ripetere senza fretta.

C’era poi chi osservava anche le nuvole al tramonto: se correvano basse e striate, il vento non era lontano; se restavano ferme, il tempo teneva.


lacasettaincampagna

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